06 aprile 2017
ore 17:45
THE CONFESSION di Ashish Ghadiali
Proiezione / Incontro / Cinemazero

THE CONFESSION
di Ashish Ghadiali
(Regno Unito, 2016. 96’)

ANTEPRIMA NAZIONALE
Candidato come Miglior Documentario al British Indipendent Film Award 2016


La storia di Moazzam Begg, presunto estremista deportato a Guantanamo, parla al cuore della gente, raccontando come sia difficile giudicare in maniera univoca
Moazzam Begg è un cittadino inglese-pakistano di seconda generazione, nato in India da una famiglia di religione musulmana. Trasferitosi in Pakistan, Begg viene catturato e rinchiuso prima Kandahar e a Bagram, poi a Guantanamo, accusato dagli Stati Uniti di essere un combattente nemico. A stupire è la figura di Begg: non somiglia per niente allo stereotipo dell’estremista islamico. È un uomo minuto, che non alza mai la voce e sostiene i suoi argomenti senza fare appello alla fede religiosa. The Confession è il suo resoconto di prima mano, una cronaca della Jihad moderna e la discesa disastrosa del terrore.


INTERVENGONO

Ashish Ghadiali Scrittore e regista inglese, ha lavorato per molti anni come sceneggiatore, collaborando con produttori come Shekhar Kapur (Elizabeth, Bandit Queen) e Josef Aichholzer (The Counterfeiters). È stato il direttore della Freedom Theatre Film Unit nel campo profughi di Jenin, in Palestina. Nel 2010 ha scritto e diretto il corto Encounter. Nel 2015 ha scritto la sceneggiatura per il cortometaggio Jacked e un anno dopo ha firmato la regia del cortometraggio Love in a Time of Death.

Mozzam Begg, protagonista del film, è ora l’Outreach Director di CAGE, un'organizzazione indipendente che lotta per un mondo libero dall’oppressione e dall'ingiustizia, lavorando per tutelare le comunità colpite dalla guerra al terrorismo, denunciando e manifestando contro quelle politiche statali sviluppate sotto l’aura della “guerra al terrorismo” che ledono le libertà individuali e collettive. Cittadino inglese - pakistano, nel febbraio 2002 è stato catturato dai servizi segreti in Pakistan, dove si era trasferito, e tenuto in custodia dagli ufficiali dell’esercito Americano che lo hanno rinchiuso nel centro di detenzione di Bagram, in Afghanistan, per poi trasferirlo a Guantanamo, dove è stato tenuto prigioniero fino ale 2005. Le autorità statunitensi lo accusano di essere un combattente di Al Queda e di aver reclutato estremisti e, inoltre, di aver finanziato, i campi di addestramento. Ritengono che si sia allenato spesso in questi luoghi per prepararsi alla lotta contro gli Stati Uniti. Begg dal canto suo afferma di non aver mai preso parte a movimenti terroristici. Rilasciato senza nessuna accusa pendente a suo carico, il sospettato ha ammesso di aver sostenuto economicamente gruppi di Mujaheddin in Bosnia e in Cecenia. Nel 2014 la polizia britannica lo ha nuovamente arrestato con l’accusa di presunte attività terroristiche durante la guerra civile siriana, accusa che è stata successivamente ritirata, facendo così di Begg un uomo libero.



TAGS: GUANTANAMO, CARCERE, JIHAD, ISLAM
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