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17 aprile 2009
ore 17:00
Mitumba. The second-hand road (Italia-Germania-Francia-Finlandia 2005, 53’) di Raffaele Brunetti e Ilaria de Laurentiis
Proiezioni / Cinemazero, Sala Grande

Il viaggio di una maglietta dal nord al sud del mondo. La storia di chi si veste di prima e chi di seconda mano e soprattutto la storia di tutto quello che c’è tra la prima e la seconda vita degli indumenti. La maglietta di Felix, un bambino tedesco di 10 anni, finisce nel cassonetto per la raccolta di abiti usati, da qui parte per un cammino che la condurrà attraverso due continenti: donata, poi raccolta, poi venduta e comprata più volte, fino a giungere al termine del suo viaggio ad essere indossata dal suo nuovo e ultimo proprietario: Lucky un bambino di 9 anni in uno sperduto villaggio in Tanzania. Vicende, luoghi e personaggi creano un mosaico che compone la via del commercio degli abiti usati, una via tortuosa e ancora sconosciuta che rivela una realtà sorprendente.

«Mia moglie era appena tornata da un viaggio in Burundi. Mi mostrava delle fotografie quando una in particolare colpì la mia attenzione. Un bambino africano, davanti ai resti delle case distrutte dai massacri etnici, indossava una maglietta con su scritto “Club Ippico Olgiata Roma”. L’Olgiata è una ricca ed esclusiva area di Roma. Il contrasto tra il bambino, l’ambiente e la maglietta che indossava mi attraeva. Cosa c’era dietro quella maglietta, come aveva raggiunto quel posto impossibile? Le ricerche che seguirono aumentarono ancora la mia curiosità. Nessuna associazione benefica aveva donato quella maglietta al bambino, era stata invece acquistata al mercato. In alcuni paesi Africani i vestiti usati costituiscono la prima voce di importazione dove il 90% della popolazione si veste di seconda mano. Li chiamano “I vestiti dei bianchi morti” perché in Africa è inconcepibile pensare di disfarsi di cose ancora utilizzabili a meno che non appartengano a qualcuno ormai morto» (Raffaele Brunetti).

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