L’ITALIA FERITA
Presentazione del libro e incontro con Corrado Stajano
Interviene Oliviero Ponte di Pino direttore editoriale Garzanti
“L’Italia ferita ricorda quel che è accaduto in un pezzetto del Novecento (quasi trent’anni) così come l’ho vissuto scrivendone sui giornali, pubblicando libri, firmando documentari, prendendo parte a dibattiti che in quel momento erano al centro della vita collettiva. Nel tentativo, soltanto, di contribuire a far sì che il Paese cancellasse antichi bubboni e imboccasse sul serio la via della democrazia inaugurata ufficialmente dopo la seconda guerra mondiale con la nascita della Repubblica, ma rimasta incompiuta. Il libro racconta del Sud e della mafia, delle battaglie dei giudici per l’applicazione della legge, della P2, degli attentati alla Repubblica e alla sua Costituzione costata sangue e dolore, e di molti altri momenti cruciali della storia del nostro Paese. Sono pagine popolate di personaggi, uomini che portano il peso della responsabilità della regressione politica e civile del Paese, ma anche maestri dell’altra Italia degna di se stessa che non è riuscita a imporre a tutta la comunità il proprio modello di moralità e di intelligenza: Piero Calamandrei, Padre David Maria Turoldo, Gianandrea Gavazzeni, Cesare Segre, Ermanno Olmi, Raffaele Mattioli, Carlo Dionisotti, Giovanni Ferrara, Nuto Revelli...” (Corrado Stajano, L’Italia ferita, Edizioni Cinemazero, Pordenone 2010).
a seguire
LE RADICI DELLA LIBERTA' (Italia 1972, 55’) di Ermanno Olmi e Corrado Stajano
Corrado Stajano
Corrado Stajano (Cremona, 24 settembre 1930), giornalista, scrittore. È stato collaboratore, redattore, inviato de «il Mondo» di Mario Pannunzio, di «Tempo illustrato», «Panorama», «Il Giorno», «Il Messaggero», «l’Unità». Scrive sul «Corriere della Sera». Ha collaborato a «Micromega», «L'Indice», «Linus», «Belfagor». Ha lavorato a lungo per la RAI, autore di documentari televisivi di argomento politico, sociale, culturale, firmati anche insieme a Ermanno Olmi, Gianfranco Campigotto e Marco Fini. È stato consulente per la saggistica dell'editore Einaudi. Senatore della Repubblica per la Sinistra indipendente nella XII legislatura, ha fatto parte della Commissione giustizia e della Commissione parlamentare antimafia. Ha curato, per l'editore Laterza, La mia professione (1986), per gli Editori Riuniti Mafia (1986) e per Laterza La cultura italiana del Novecento (1996). Ha pubblicato: Il sovversivo (Einaudi, 1975), La pratica della libertà (Einaudi, 1976), Africo (Einaudi, 1979), Terremoto (con Giovanni Russo, Garzanti 1981), L'Italia nichilista (Mondadori 1982, Einaudi 1992), Un eroe borghese (Einaudi, 1991), Il disordine, (Einaudi, 1993). Poi, tutti pubblicati da Garzanti, Promemoria (1997) – Premio Viareggio, Ameni inganni (con Gherardo Colombo, 2000), Patrie smarrite (2001); I cavalli di Caligola (2005), Maestri e Infedeli (2008), La città degli untori (2009) – Premio Bagutta.
Oliviero Ponte Di Pino
Nato nel 1957, è direttore editoriale di Garzanti Libri. In oltre trent’anni di lavoro editoriale e di attività culturale, come scrittore e giornalista ha ideato e realizzato eventi, manifestazioni e mostre nel campo della letteratura. Grande appassionato di teatro, cura il miglior sito italiano specializzato (www.ateatro.it). Ha lavorato alla Ubulibri come redattore. Dal 1988 al 1991 ha lavorato alla RCS Rizzoli Libri come junior editor. Collabora con vari giornali tra cui il Manifesto e Diario. Tra i suoi libri: Il nuovo teatro in Italia (1988), Enciclopedia pratica del comico (1995), Il racconto del Vajont (con Marco Paolini, 1999), Chi non legge questo libro è un imbecille (1999), I mestieri del libro. Dall’autore al lettore (2008).

