Le Voci dell'Inchiesta
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17 aprile 2010
ore 21:00
LA PAURA di Pippo Delbono
Evento speciale / Proiezioni / Incontri / Cinemazero, Sala Grande

LA PAURA (Italia-Francia 2009, 65') di Pippo Delbono

introduce
Angela Felice
Teatro Club Udine, direttore Centro Studi Pasolini, Casarsa

A seguire, incontro con l’autore

Invitato nel 2008 dal Forum des Images di Parigi e dal Festival Pocket Films a “fare quello che voleva” con un telefonino dotato di videocamera, Pippo Delbono prende alla lettera l’invito e realizza il suo terzo lungometraggio (dopo Guerra, 2003, e Grido, 2006): una sorta di diario (o di Blob) sull’attuale situazione italiana. Partendo da un dialogo tra la sua pancia e le immagini televisive in cui si vede un medico obeso parlare di obesità infantile come di una piaga contemporanea, si passa alla visita a un campo Rom, alle immagini del funerale di Abdoul Guiebre - il ragazzo italiano ucciso da due baristi a Milano il 14 settembre 2008 per avere rubato un dolciume - in cui il regista si indigna per l’assenza di autorità alla funzione. Parlando in modo personale di libertà (rappresentata dal suo compagno di lavoro sordomuto Bobo) e di dittatura, Delbono utilizza il poco invasivo mezzo di ripresa per parlare della paura contemporanea più forte, quella di cui soffrono i “diversi” in generale, realizzando un’opera personale, forte, ingenua e sincera. “Ho continuamente voglia di fare dei film. Qualsiasi cosa accada, sto sempre lavorando a un film. Non avrei mai immaginato - ammette Delbono - che si potesse realizzare un'opera con uno strumento così minuscolo. Mi sono insinuato nei miei sogni più oscuri e in quelli del mio Paese. La Paura è divenuto un viaggio attraverso un presente deformato da questo sentimento. Il telefono filmante abbatte i muri tra me e quanti si invitano nel film, aprendo così a momenti emotivi particolari che, senza questo strumento, andrebbero persi”.



Pippo Delbono

Autore, attore, regista. Nato a Varazze (SV) nel 1959, Delbono inizia la sua formazione teatrale nel teatro di tradizione, ma poi si trasferisce in Danimarca dove inizia a dedicarsi all’approfondimento dei principi del teatro orientale attraverso un rigoroso lavoro dell’attore sul corpo e sulla voce. Nei primi anni Ottanta fonda la Compagnia Pippo Delbono, con la quale realizza tutti i suoi spettacoli, da Il tempo degli assassini (1987) a La Menzogna (2008). Le sue non sono messinscena di testi teatrali, ma creazioni totali, realizzate con un nucleo stabile di attori, destinato a crescere nel tempo. L’incontro con persone provenienti da situazioni sociali di emarginazione determina una svolta nella sua ricerca poetica: nasce così Barboni (1997). Alcuni di questi attori - tra cui Bobò, sordomuto incontrato e fatto uscire dal manicomio di Aversa dopo un internamento durato 45 anni - hanno consolidato il loro lavoro all’interno della compagnia e sono tuttora parte centrale dell’esperienza. Gli spettacoli - La rabbia, dedicato a Pasolini, Guerra, Esodo, Gente di plastica, Urlo, Il silenzio, Questo Buio Feroce - oltre a quelli citati in precedenza - sono stati presentati in più di cinquanta paesi del mondo, in teatri e festival, tra cui il Festival di Avignone che ha ospitato quasi tutti gli spettacoli della compagnia. Numerosi teatri, tra cui il Théâtre du Rond-Point di Parigi, hanno dedicato retrospettive al lavoro di Pippo Delbono. Enrico V - la sua unica creazione basata su un testo teatrale - è il solo allestimento italiano tratto da Shakespeare andato in scena alla Royal Shakespeare Company. Da molti anni Pippo Delbono indaga sul linguaggio cinematografico, nel 2003 in seguito alla tournée in Israele/Palestina gira il suo lungometraggio Guerra, presentato alla Mostra del Cinema di Venezia e vincitore del David di Donatello come miglior documentario. Il suo secondo film, Grido (2006) è stato presentato alla Festa del Cinema di Roma. Per il Teatro Sperimentale di Spoleto nel 2007 ha realizzato l’opera lirica Studio per Obra Maestra.  Ha pubblicato con Ubulibri Barboni – Il teatro di Pippo Delbono; Mon théâtre, edizioni Actes Sud; Le corps de l’acteur, edizioni Les Solitaires Intespestifs; El teatro de la rabia, edizioni Punto Aparte; Récits de juin, Actes Sud; Racconti di giugno, Garzanti; Ecrivains de plateau, di Bruno Tackels pubblicato da Les Solitaires Intempestifs; Teatrul Meu, Editura "Fundatia Culturala Camil Petrescu". Ha ottenuto, tra gli altri, il premio speciale Ubu per lo spettacolo Barboni, il premio della Critica per Guerra, i premi Olimpici per l’Innovazione teatrale per gli spettacoli Gente di Plastica e Urlo e a Wroclaw, in Polonia, il Premio Europa per le nuove realtà teatrali. È del 2008 la sua partecipazione come attore al film Io sono l’amore di Luca Guadagnino.

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