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19 aprile 2009
ore 15:00
La guerra delle onde. Storia di una radio che non c'era (Italia-Repubblica Ceca 2008, 60’) di Claudia Cipriani a seguire, incontro con l’autrice e con Carlo Ripa di Meana Modera Maurizio Solidoro
Proiezioni / Cinemazero, Sala Grande

Quando nel 1968 i sovietici invasero la Cecoslovacchia occuparono, tra le altre cose, la sede di Radio Praga, la radio pubblica ceca. I suoi giornalisti trovarono rifugio e poterono trasmettere dagli studi di una piccola radio italiana comunista, “Radio Oggi in Italia”, che era nata a Praga nel 1950 e trasmetteva in italiano notizie di attualità che riguardavano l’Italia, tutte con un’impostazione anti-governativa. Dato il tono pesantemente polemico, l’emittente aveva attirato fin dalla sua nascita l’attenzione del governo democristiano italiano, cui la vittoria alle elezioni del 1948 aveva permesso di controllare gli apparati dello stato, inclusa la RAI, che per legge era l’unico gestore radiofonico nazionale. “Oggi in Italia” fu contrastata in quanto radio illegale, «lesiva per gli interessi del Paese», come testimoniano le interpellanze parlamentari dell’epoca. L’idea di un programma radiofonico alternativo alla RAI ebbe origine all’interno del Partito Comunista Italiano, cui era negato l’accesso ai canali radio statali. Fu per questo che “Oggi in Italia” non trasmise dall’Italia, ma da Praga, dove nell’immediato dopoguerra erano espatriati molti ex-partigiani comunisti. Erano alcuni di loro a curare le trasmissioni radiofoniche, che rientravano in un accordo di collaborazione tra PCI e KSC (partito comunista cecoslovacco). Superata la fase artigianale degli esordi, la radio si perfezionò, allacciò rapporti privilegiati con la redazione de «l’Unità» che istituì per “Oggi in Italia” una sorta di agenzia di stampa, si caratterizzò per la tempestività dell’informazione e per la costante polemica con la RAI. Fu il primo organo d’informazione a dare notizia dei fatti di Ungheria nel 1956, anticipò la radio di stato nell’informare del-l’accordo tra Kennedy e Krusciov sui missili di Cuba e diede per prima l’annuncio che la “Legge truffa” del 1953 non era scattata. In pochi anni acquisì grande popolarità (riuscendo anche a superare i quattro milioni di ascoltatori), divenendo una seria antagonista al monopolio dell’informazione RAI, in un’epoca in cui in Italia era dominante il conflitto tra PCI e DC e nel mondo imperava la guerra fredda. Osteggiata per vent’anni dal governo democristiano italiano, cessò di trasmettere per volontà dell’Unione Sovietica dopo l’invasione di Praga nel 1968 per aver palesato posizioni pro-Dubcek.
Protagonista del filmato è Stella, storica speaker di “Oggi in Italia”, presso i cui studi lavorò dagli esordi alla chiusura. Per la prima volta, dopo tanti anni, Stella decide di tornare a Praga per andare a visitare gli archivi della radio e rivedere la balia che accudì sua figlia. Un viaggio nella memoria della radio, dell’Italia degli anni Cinquanta e del proprio percorso di vita. Un viaggio fatto di emozioni e di ferite ancora aperte. Il racconto di questo viaggio è intercalato da varie testimonianze, tra cui quelle di Sandro Curzi, di Carlo Ripa di Meana e di Aroldo Tolomelli, per quasi vent’anni caporedattore della radio. I loro interventi rispondono a domande chiave: perché si dovette fare a Praga questa radio? Perché i redattori erano esuli? Perché il governo italiano si accanì per chiuderla? Perché invece fu chiusa dai sovietici? Domande e risposte svelano a poco a poco la sua storia, stimolando la curiosità e tratteggiando sempre più marcatamente il quadro di una radio scomoda e di una storia sfaccettata.

Claudia Cipriani
Nata a Milano nel 1972. Laureata in filosofia e diplomata in regia e sceneggiatura alla Scuola Civica di Milano. Giornalista professionista, ha diretto il documentario Ottoni a scoppio(2003, menzione al Premio Libero Bizzarri).

Carlo Ripa di Meana
Nei primi anni Cinquanta è tra i giornalisti incaricati di fornire contenuti a “Radio Oggi in Italia” per conto de «l’Unità». Dal 1953 al 1956 è a Praga per dirigere la rivista «World Student News». Nel 1957 lascia il PCI in seguito ai fatti di Ungheria ed entra a far parte del PSI. Dal 1974 al 1978 è presidente della Biennale di Venezia. Viene eletto deputato del Partito Socialista e in seguito del partito dei Verdi. Nel 2005 diventa presidente dell’associazione ambientalista “Italia nostra”.

Gli altri protagonisti del documentario

Sandro Curzi Il giornalista fu firmatario dell’accordo che sancì ufficialmente la nascita di “Radio Oggi in Italia” e si occupò della radio sia come giornalista de «l’Unità» (di cui fu caporedattore e direttore) sia come Responsabile Stampa e Propaganda della direzione del PCI. Nel 1975 venne assunto dalla RAI, dove diventerà direttore del telegiornale di RaiTre. È stato consigliere d’amministrazione della RAI.

Stella Amici Fu speaker della radio per tutta la sua durata. Nel 1963, quando sono decadute le accuse contro di lei, è tornata in Italia per una breve vacanza. Ha deciso però di continuare a lavorare a “Oggi in Italia” fino alla sua chiusura a fianco del marito, redattore della radio.

Aroldo Tolomelli Nel dopoguerra è un giovane dirigente del PCI. A seguito delle agitazioni avvenute dopo l’attentato a Togliatti, viene accusato di essere il mandante di un omicidio. Espatria a Praga dove è caporedattore di “Radio Oggi in Italia” dal 1951 al 1966. Rifiuta l’amnistia, dichiarandosi innocente, e torna in Italia nel 1966 solo quando decadono le imputazioni contro di lui. È stato senatore del PCI.

La guerra delle onde

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