2 giugno 2001. Scompare, in una clinica di proprietà della Curia cosentina, un ragazzo di ventinove anni, Domenico Pio. Versione ufficiale: è scappato. Ma il suo compagno di stanza mima due infermieri che lo prelevano dal letto e lo portano via in auto. Inizia qui la mia inchiesta. Iniziano qui le telefonate anonime, le minacce, gli isolamenti. La storia non è gradita neanche nel mio giornale. Scomoda per la Curia, per la politica, per troppi. Lascio la redazione ma inizio a costruire una lista degli scomparsi.
Sono almeno tredici. A cui si aggiungono quindici morti sospette, falsi testamenti, e cento casi di lesioni aggravate. Il prete che gestiva la clinica è ora rinviato a giudizio ma solo per la scomparsa di centodieci milioni di euro: la Guardia di Finanza ha impiegato dodici ore per fare l‘inventario dei suoi tesori, mentre i ricoverati venivano affetti addirittura dalla scabbia. Gli ammalati erano assegni umani: per ognuno di loro la Regione pagava fino a 195 euro al giorno. A fine marzo la magistratura ha chiuso la clinica, ma la lista degli scomparsi aumenta di giorno in giorno. Ora bisogna trovare i corpi e i responsabili. Ma la paura chiude ancora le bocche. (Anna Maria De Luca)
Anna Maria De Luca
Nata a Paola (CS) nel 1978, vive a Roma. Giornalista free lance, si è laureata prima in Scienze della Comunicazione e poi in Teorie e Tecniche psicologiche. La sua tesi in giornalismo ha ricevuto il Premio Calabria 2004. Dopo aver lavorato nelle redazioni dei tre quotidiani calabresi, ha frequentato la Scuola di Giornalismo di Roma con stage a «l’Unità» e alla RAI. Ora collabora come free lance con «la Repubblica» e si occupa di comunicazione per il Comitato nazionale per l'apprendimeento pratico della music del Miur.
