Il titolo dell’incontro fa riferimento al colore delle copertine degli due ultimi libri-inchiesta di Loris Mazzetti, apparsi nella collana BUR “Futuro Passato”, i cui contenuti saranno oggetto di discussione:
Il libro nero della RAI
Che fine ha fatto la RAI di cinquant’anni fa? Quella dei grandi sceneggiati, delle commedie musicali di Garinei e Giovannini, di Canzonissima, quella delle grandi inchieste e della Tv dei ragazzi, quella di Carosello e poi i bimbi tutti a letto? Che fine ha fatto quella Rai che, prima di tutto, era e si sentiva servizio pubblico? Che cosa è diventata oggi la televisione di Stato? Chi comanda davvero, chi prende le decisioni e chi preferisce non prenderle? Che rapporto c’è tra il potere e l’informazione? E perché in questi ultimi anni la politica si è fatta così invadente, occupando tutti gli angoli di uno spazio non suo? Un viaggio appassionante per i corridoi della grande mamma, tra editti bulgari, valzer di poltrone, oscuramenti ed epurazioni, al cuore di un mondo sempre più immobile e opaco.
La macchina delle bugie
Dentro e dietro la tv, sotto i titoli dei giornali, tra le pieghe delle intercettazioni, bruciano i fatti. L’Italia di oggi inventata, manipolata e negata dal potere dei media. Se di un evento non si parla in tv è come se non esistesse. Ma quando se ne parla, spesso viene usato e distorto. In altre parole bruciato. Il mondo dell’informazione non conosce mezze misure, e macina la realtà senza risparmiare niente e nessuno. Un’inchiesta ad ampio raggio che è anche una bussola per orientarsi in un mondo dove il potere economico detta legge e si maschera da editore. Tra i fatti e i misfatti dell’Italia di oggi attraverso il filtro della comunicazione, delle voci dei suoi protagonisti -da Enzo Biagi ad Angelo Guglielmi a Roberto Saviano - e di chi ci insegna a resistere, come il magistrato Raffaele Cantone. Un’incitazione, per chi ci lavora, a tenere la schiena dritta. E a ricordarsi che l’unico vero padrone è il pubblico. Di fronte al rumore dei media, alla costruzione artificiosa degli scandali, a processi fatti in tv, chi vuole
informarsi deve continuare a cercare le notizie. Che, nonostante tutto, non si possono nascondere.
Loris Mazzetti
Nato a Bologna il 12 aprile 1954. Giornalista, regista, autore televisivo, capostruttura di RaiTre. Nel 1980 firma la prima regia televisiva: L’offensiva della Linea Gotica. Da allora ha sempre lavorato per la RAI. Realizza due film tv: Cantare la città con Francesco Guccini, Pierangelo Bertoli e Claudio Lolli; assieme a Giuseppe Bertolucci Effetti personali, con Roberto Benigni e Marco Tullio Giordana. Dirige diversi filmdocumentari, tra questi: Quel cinema degli ambigui anni Quaranta e Gli occhi del gigante, con Sergio Castellitto. Regista di programmi a puntate quali: Il Sabato dello Zecchino, Ritorno al cinema, Canto per la libertà, Bianco, Rosso e Verde, Il Circolo delle 12, Tortuga, L’arte di non leggere con Fruttero & Lucentini, L’Albero Azzurro. Nella seconda metà degli anni Ottanta inizia il suo rapporto con l’informazione: Tg1, TgRegionali; Pool Sportivo-Eventi speciali. Regista e curatore prima, capoprogetto di RaiUno poi, dei programmi di Enzo Biagi: Il Fatto, Cara Italia, Giro del Mondo e di numerosi Speciali andati in onda in prima serata. Nel 2003 passa a RaiTre. Nella sua struttura si realizzano diversi programmi tra questi: Che tempo che fa di Fabio Fazio, Glob: l’osceno del villaggio di Enrico Bertolino. Nel 2007 è stato coautore dell’ultimo programma di Enzo Biagi: RT - Rotocalco televisivo. Per Rizzoli ha pubblicato con Enzo Biagi Era ieri, Quello che non si doveva dire, L’Italia del ’900; per la Bur-Rizzoli Il libro nero della RAI e La macchina delle bugie; ha curato il volume di Enzo Biagi. Io c’ero. Vincitore di diversi riconoscimenti nell’ambito giornalistico e televisivo, nel 2008 ha ricevuto il Premio Nazionale Enzo Biagi.
