Inchieste al femminile
SERATA D'APERTURA
GREEN DAYS (Iran 2009, 87’) di Hana Makhmalbaf
A seguire, incontro con
Giovan Battista Brunori
Mina Ahadi
Nasrin Parvaz
Ava, giovane protagonista di Green Days di Hana Makhmalbaf, è una cronista iraniana impegnata a raccogliere video-interviste tra la popolazione di Teheran, nel disperato tentativo di riunire i cocci del sogno democratico del suo paese, infranto nel giugno 2009 dal cruento colpo di stato di Ahmadinejad. In modo non dissimile l'autrice del film, Hana - precoce rappresentante della nota film house di famiglia (il padre Mohsen è l'autore di Close up e Viaggio a Kandahar) -, per poter portare a termine, con inusuale tempestività, la sua inchiesta nei giorni caldi del “dopo Moussavi”, raccolse tra la folla dei manifestanti centinaia di filmati realizzati con i telefoni cellulari. “Non sono una sociologa, ma il mio è un film sociologico. La telecamera è uno specchio che mostra la società iraniana alle prese con una rivoluzione, con le speranze e i dubbi da essa generati. Preferisco non spiegare il film, poiché le persone che vi compaiono dipingono un quadro chiaro su se stessi e la loro situazione”. (Hana Makhbalbaf)
Hana Makhmalbaf
Hana Makhmalbaf nasce il 3 settembre del 1988 a Tehran. All’età di 7 anni partecipa al film del fratello Mohsen Makhmalbaf intitolato “A moment Of Innocence”. A 8 anni gira il suo primo cortometraggio “The Day My Aunt Was ill” che riceve attenzioni internazionali al Locarno Film Festival del 1997. Nel 2002 realizza in Afghanistan il documentario “Joy of Madness”, premiato alla Mostra del cinema di Venezia nel 2003 e riceve 3 premi internazionali. A 18 anni si occupa di “Buddha Collapsed Out Of Shame” girato nella regione di Bamian in Afghanistan, che le porta numerosi riconoscimenti a livello internazionale. “Green days” è la sua ultima opera. Hana ha pubblicato il suo primo libro di poesia, ‘Visa for One Moment’, nel2003. Inoltre ha sempre lavorato come fotografa di scena sul set dei film della sua famiglia “cinematografica”.
Riconoscimenti
“Bisato d’Oro 2009” alla 66a Mostra del Cinema di Venezia 2009 "per il coraggio e la determinazione dimostrata nel fissare un momento storico e di svolta fondamentale nella vita del suo paese, documentando il contributo che i suoi giovani coetanei hanno e stanno dando per affermare il loro diritto a una vita nella democrazia e nella dignità". Human Right Award al Terre des Femmes Filmfest di Tubinga 2009 "per aver supportato con determinazione la difesa dei diritti delle
donne".
Giovan Battista Brunori
Nato a Livorno, archivista, giornalista professionista, è attualmente vaticanista e redattore esteri del Tg2. È autore di varie pubblicazioni sul mondo giovanile e sul dialogo interreligioso. Vincitore del “Premio Ilaria Alpi” 1998, ha lavorato a Persona Tv, a Telemontecarlo, al Tg Lazio RAI dove ha ricoperto il ruolo di conduttore del telegiornale, di capo servizio e poi di vice caporedattore; ha condotto le rubriche del Tg3 sul Giubileo del 2000 e curato varie telecronache a diffusione nazionale e regionale. Collabora con L’Osservatore Romano e con l’agenzia Sir.
Mina Ahadi
Nata nel 1956 ad Abhar, Iran, da una famiglia iraniano-azera, è un’attivista politica iraniana, presidente del Comitato Internazionale contro la pena di morte e del Comitato Internazionale contro la lapidazione. Costretta ad abbandonare gli studi di medicina per aver manifestato contro il governo di Khomeyni, ha subito continue vessazioni nel suo paese per la sua attività politica. Suo marito, anche lui attivista, fu giustiziato nella ricorrenza del loro anniversario di matrimonio: questa esecuzione è diventata il motivo scatenante della battaglia di Mina Ahadi. Dopo aver trascorso otto mesi nascosta in uno scantinato a Teheran, è fuggita dapprima verso il Kurdistan nel 1981, poi in Austria nel 1990. Al momento risiede e lavora in Germania, dove, a causa delle ripetute minacce di morte, vive costantemente sotto scorta. Dal suo esilio ha recentemente contribuito a far ottenere in Iran la libertà a Nazanin Fateh, giovane ragazza condannata alla pena di morte per aver ferito alla mano uno dei tre stupratori che la aggredivano. Nel 2007 ha vinto il premio “Secularist of the Year” della UK’s National Secular Society.
Nasrin Parvaz
Nata nel febbraio del 1958 a Teheran. Nel 1978 si reca in Inghilterra per la prima volta per motivi di studio. L'anno seguente, quando la “rivoluzione” khomeinista sta per esplodere, Nasrin torna in Iran per una breve visita alla famiglia, ma decide di fermarsi e dal 1980 si impegna attivamente nella lotta per i diritti civili e delle donne. Nel 1982 viene arrestata e resta in carcere fino al 1990. Subisce torture e viene condannata a morte. Con l'aiuto di suo padre riesce però a commutare la pena capitale in dieci anni di detenzione. Dopo il suo rilascio continua a frequentare gli ambienti politici e a credere nella lotta per la giustizia, ma nel 1993, a causa di nuovi arresti e di persecuzioni, si rende conto che restare nel proprio paese non ha più senso e riesce a raggiungere l'Inghilterra. Dopo un anno le riconoscono la condizione di rifugiata politica. A Londra studia psicologia e poi segue un master in Relazioni Internazionali. Con l'incoraggiamento della scrittrice inglese Sonia Linden, Nasrin decide di raccogliere le sue memorie in un libro, Sotto il cespuglio della bella di notte, edito in pharsi nel 2002, in cui racconta gli otto anni di detenzione e analizza anche quelli che sono stati gli errori compiuti nel processo di lotte dalle varie organizzazioni della sinistra iraniana.
Info: www.makhmalbaf.com

