Un anno nel carcere femminile di Venezia: la vita quotidiana nei corridoi e negli spazi comuni di un ex-monastero affacciato sulla laguna. Detenute provenienti dal mondo intero, i loro bambini e le agenti penitenziarie vivono in una promiscuità senza tregua, destreggiandosi ciascuno a suo modo fra gerarchie, amicizie, giochi di ruolo e di potere.
“Dopo due anni di trattative” - ricorda la giovane regista - “mi è stato concesso di filmare la prigione della mia città natale. Un lungo periodo di riprese è stato quindi indispensabile per cogliere le sfaccettature di un’istituzione ambigua e paradossale, un carcere “aperto”. In bilico tra rituali stabiliti e anomalie, il quotidiano di questo microcosmo è spesso dinamico, vivace, in opposizione al peso della reclusione e della solitudine. Filmando, ho cercato di mostrare questa dicotomia e la complessità delle relazioni all'interno di una realtà così singolare. Il film nasce per esplorare questa istituzione un po' particolare, che è un carcere molto più aperto rispetto agli altri. Ho voluto mostrare cosa rimane di un carcere quando le sue caratteristiche tipiche svaniscono. La sfida che mi sono posta era quella di voler mostrare l'istituzione con tutte le sue contraddizioni. Ho voluto concentrare il mio lavoro sulla ripresa degli spazi comuni, che non fossero quelli del lavoro e delle celle. Queste ultime sono state l’unico luogo che mi hanno imposto il divieto di filmare, che ho accettato volentieri perchè ho potuto rispettare la privacy delle detenute, già molto minata dal fatto che le celle sono camerate di otto-dieci persone”.
Fondamenta delle Convertiteha vinto la Menzione Speciale della giuria al 49° Festival dei Popoli di Firenze (2008) con la seguente motivazione: «Per lo sguardo sensibile ed umano rivolto alla vita delle detenute. Per aver documentato la speranza e la luce che brillano anche nella più profonda oscurità della vita umana».
Penelope Bortoluzzi
Nata a Venezia nel 1978, dopo una formazione letteraria e musicale nella sua città natale, si è laureata in cinema a Parigi. Ha realizzato Coulisses, cortometraggio documentario su una troupe di attori sordomuti e, per ARTE, Caroline, ritratto di una scultrice francese. Dal 2005 si è dedicata alla realizzazione e alla produzione del suo primo lungometraggio, Fondamenta delle Convertite, per il quale ha ottenuto una borsa del Ministero degli Esteri francese e una del Centre National de la Cinématographie (CNC).
