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Venerdì 15 aprile 2011, l’oro nero s’infiltra tra le pagine della cultura e ci riporta dagli anni di Pasolini e al mistero sulla sua morte, fino all’apparizione\sparizione del famigerato capitolo di “Petrolio mai pubblicato: “Lampi sull’Eni”.

Marcello Dell’Utri, improbabile divulgatore delle idee pasoliniane, dichiara di esserne entrato in possesso, solo per pochi minuti, nel marzo 2010. “78 fogli di carta velina” che egli suppone siano stati al tempo trafugati ma della cui sparizione non sussistono finora prove tangibili.

A pronunciarsi sulla vicenda è il poeta Gianni D’Elia, intervistato da Roberto Olla in “Nero Petrolio”, che pone l’accento sull’importanza di questo documento, indicato da lui come unico movente del brutale assassinio del 2 novembre ’75, volutamente adombrato dalla Questura a favore della pista più comoda, quella a sfondo sessuale.

A questo punto la lecita domanda su cui s’interroga D’Elia è: supponendo che ci sia stato un ritrovamento, da lui inquadrato come vero e proprio “corpo del reato” che senso ha che questo sia finito nelle mani di Dell’Utri?

Ad avvalorare maggiormente i dubbi di D’Elia, la tempistica perfetta delle dichiarazioni, rilasciate a ridosso dell’apertura della XXI Fiera del Libro Antico di Milano, dal Senatore della Repubblica.

Ma quali sarebbero queste dichiarazioni così sconvolgenti contenute nel documento di Pasolini? Per alcuni si tratterebbe della scalata di Cefis all’Eni, per altri del suo oscuro passato da partigiano o del mistero sulla morte di Mattei.

Il filo della storia ci porterebbe allora ad andare oltre il semplice omicidio di Pasolini, allargando le vedute a quelli che sono gli aspetti e i retroscena della storia economica e politica di quegli anni, perché “con Mattei hanno ammazzato l’economia, con Moro la politica civile e con Pasolini la cultura”.

 

Sandy Carboni, Laura Lai, Emanuele Peri, Emmanuele Tiepido

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